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Obesità

Cosa è l'obesità?

L’obesità è una condizione caratterizzata da un eccessivo accumulo di grasso corporeo tale da compromettere la salute. Viene definita principalmente attraverso l’Indice di Massa Corporea (BMI), calcolato come peso in chilogrammi diviso per il quadrato dell’altezza in metri (kg/m²). Un valore di BMI pari o superiore a 30 indica obesità, mentre valori tra 25 e 29,9 definiscono il sovrappeso. L’obesità non è solo un problema estetico, ma una vera e propria malattia metabolica e cronica, spesso associata a disfunzioni ormonali, infiammatorie e vascolari.

Cosa porta l'obesità?

L’accumulo eccessivo di tessuto adiposo deriva da uno squilibrio tra apporto calorico e spesa energetica, dove l’introduzione di calorie supera il dispendio tramite attività fisica e metabolismo basale. Fattori che contribuiscono all’insorgenza dell’obesità includono:

  • Dieta ipercalorica e ricca di zuccheri semplici e grassi saturi.
  • Sedentarietà e stile di vita poco attivo.
  • Fattori genetici e predisposizione familiare.
  • Squilibri ormonali, come ipotiroidismo o sindrome dell’ovaio policistico.
  • Fattori socio‑economici: accesso limitato a cibi sani, stress e ritmi frenetici.

Quali problemi causano l'obesità

L’obesità determina un incremento del carico sulle strutture osteo‑articolari, un peggioramento del profilo lipidico e una disfunzione della sensibilità insulinica. Tra i principali problemi che ne derivano:

  • Riduzione della mobilità e dolori muscolo‑scheletrici (ginocchia, schiena).
  • Aumento del rischio cardiovascolare per dislipidemie, ipertensione e arteriosclerosi.
  • Disturbi respiratori, come l’apnea ostruttiva notturna.
  • Compromissione della qualità di vita, per fatica cronica e limitazione delle attività quotidiane.

Che malattie porta l'obesità

L’obesità è un fattore di rischio indipendente per numerose patologie cronico‑degenerative, tra cui:

  • Diabete di tipo 2, per l’insulino‑resistenza indotta dall’eccesso di grasso viscerale.
  • Ipertensione arteriosa e sindrome metabolica.
  • Dislipidemie (colesterolo e trigliceridi alti).
  • Malattie cardiovascolari, come infarto e ictus.
  • Osteoartrite e artrosi da sovraccarico.
  • Steatosi epatica non alcolica (fegato grasso).
  • Alcuni tumori (endometrio, colon, seno).

Che differenza c'è tra obesità e sovrappeso

La differenza tra sovrappeso e obesità è stabilita dal valore del BMI:

  • Sovrappeso: BMI tra 25 e 29,9. Rappresenta uno stadio iniziale in cui il grasso in eccesso può già aumentare il rischio di malattie metaboliche.
  • Obesità: BMI ≥ 30. Si suddivide in tre gradi (I: 30–34,9; II: 35–39,9; III: ≥ 40), ognuno associato a un rischio crescente di complicanze.

Agire già nella fase di sovrappeso è fondamentale per prevenire la progressione verso obesità e le malattie correlate.

Chi colpisce l'obesità

L’obesità può colpire tutte le fasce d’età e tutti i ceti sociali, ma è più frequente in:

  • Persone con stili di vita sedentari e diete sbilanciate.
  • Chi lavora in ambienti stressanti o con turni irregolari.
  • Individui con familiarità per obesità e diabete.
  • Popolazioni con accesso limitato a cibi freschi e salutari.

Come si misura l'obesità

Oltre al BMI, per valutare l’obesità si utilizzano:

  • Circonferenza vita: valori superiori a 102 cm nell’uomo e 88 cm nella donna indicano obesità viscerale.
  • Rapporto vita‑fianchi (WHR): rapporto tra circonferenza vita e fianchi; valori elevati sono associati a maggior rischio metabolico.
  • Valutazioni della composizione corporea (bioimpedenziometria) per misurare la percentuale di massa grassa.

Come viene trattata l'obesità

Il trattamento dell’obesità deve essere multidisciplinare:

  • Modifiche dello stile di vita
  • Dieta ipocalorica personalizzata, equilibrata in carboidrati complessi, proteine magre, grassi buoni e fibre.
  • Programma di attività fisica combinato (cardio + resistenza).
  • Supporto psicologico
  • Tecniche di counseling comportamentale per favorire l’aderenza alle terapie e la gestione dello stress.
  • Terapia farmacologica (su prescrizione medica)
  • Orlistat: inibitore delle lipasi gastrointestinali.
  • Agonisti del recettore GLP‑1 (liraglutide, semaglutide) per ridurre l’appetito.
  • Farmaci anti‑fame e inibitori della serotonina.
  • Chirurgia bariatrica e bypass gastrico nei casi più gravi.