Allattamento: latte materno o artificiale?

Data di creazione: 2019-02-12 Visite: 1351

Nel secolo scorso, l’emancipazione della donna ed il suo inserimento nel mondo del lavoro hannofortemente stimolatola ricerca tecnologica di latti artificiali sempre più qualitativamente validi per i lattanti, dato che la donna lavoratrice non era per nulla garantita per il periodo dell’allattamento.

Inoltre, anche i pediatri, istruiti nelle scuole di specializzazione più circa le modalità dell’allattamento artificiale che sui principi dell’allattamento naturale, hanno consigliato a cuor leggero tale pratica.

Il risultato è stato che, soprattutto nei paesi industrializzati, si era giunti al disuso dell’allattamento materno, quasi fino all’abbandono.
La ricerca, però, nell’intento di comprendere e precisare le caratteristiche del latte materno che fossero riproducibili nel latte artificiale, ne ha anche scoperto peculiarità uniche, molto complesse e non riproducibili.

Ad esempio, le proteine dei sostituti del latte materno tendono a soddisfare le esigenze nutrizionali per la crescita, fornendo al lattante un adeguato profilo di aminoacidi. Ma il latte materno, oltre ad offrire la giusta quantità e qualità delle proteine necessarie alla sua crescita, apporta al piccolo anche una serie di proteine dotate di attività biologica, che hanno un importante ruolo per la sopravvivenza e la salute del bambino, come anticorpi, lattoferrina e lisozima, rilevanti per la difesa dell’organismo contro batteri, virus e funghi. In più, il latte umano mette a disposizione del lattante anche fattori di crescita importanti per l’integrità della mucosa intestinale, dei vasi sanguigni, del sistema nervoso centrale e del sistema endocrino e il profilo proteico del latte umano, nelle sue diverse componenti, si modifica in rapporto all’età del lattante, rispettando le variabili esigenze del bambino nelle diverse fasi della vita.

Il latte materno è un alimento vivo.
Per questo il Ministero della Salute da una parte ha previsto una regolamentazione molto riguardo alla pubblicità e alla vendita degli alimenti per neonati, che non possono mai lasciar intendere di poter sostituire il latte materno senza far mancar nulla al bambino, dall’altra ha lanciato numerose campagne di informazione sull’importanza del latte materno.

Pertanto, l’alimentazione artificiale non va considerata come una “scelta” ma come un’alternativa, nutrizionalmente valida, in situazioni di reali problematiche (latte materno assente o insufficiente, bambino che, nonostante vari tentativi, come copri capezzoli, aspirazione del latte o altro, non si attacca o non cresce).
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