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I campanelli d'allarme dell'intolleranza al lattosio
Pubblicato il: 30 gennaio

I campanelli d'allarme dell'intolleranza al lattosio

L'intolleranza al lattosio si verifica nel caso in cui viene a mancare l'enzima lattasi, in grado di scindere il lattosio, il principale zucchero del latte, in glucosio e galattosio. In carenza di lattasi, il lattosio contenuto negli alimenti resta nel colon, invece di essere trattato e successivamente assorbito. I batteri presenti nel colon interagiscono con il lattosio non digerito, causando i sintomi tipici dell'intolleranza al lattosio. La mancanza di enzimi responsabili della digestione del lattosio provoca, nei soggetti intolleranti, una reazione non allergica che si manifesta con disturbi gastrointestinali come gonfiore, dolore crampiforme e diarrea. 

È abbastanza raro che possa essere congenita mentre solitamente i fattori di rischio sono legati all'età(appare di solito in età adulta), all'etnia (è più diffusa tra africani, asiatici e ispanici), al parto prematuro, a patologie a carico dell'intestino tenue (come celiachia e morbo di Crohn).

Sintomi:
In presenza di un'intolleranza, lo zucchero del latte non viene digerito e si accumula nell'intestino richiamando liquidi. Questo effetto, associato alla fermentazione da parte della flora microbica, dà origine ai fenomeni tipici dell'intolleranza al lattosio; tali fenomeni compaiono nel momento in cui si ingeriscono cibi contenente questo zucchero come latte, panna, burro non chiarificato, formaggi freschi, margarina, pane e altri prodotti da forno,bevande a base di latte, miscele per frittelle, biscotti e torte, purea di patate, cereali per la prima colazione e surgelati.I principali sintomi che devono mettere in allarme sono questi: 

Gonfiore: uno dei primi sintomi è la sensazione di gonfiore addominale. Ciò succede a causa della mancanza di lattasi che lascia transitare il lattosio nell'intestino, scatenando un processo di fermentazione dei batteri e, quindi, provocando il rilascio di aria nell'addome. 

Nausea: alcuni soggetti possono avvertire l'impellente necessità di vomitare subito dopo aver consumato degli alimenti a base di latte, a causa del gas che si forma nell'intestino.

Mal di pancia e meteorismo: quando l'organismo privo di enzima lattasi tenta di dividere da solo il lattosio, nell'intestino si forma dell'acqua che, unita al gas, provoca una combinazione di diarrea, crampi addominali e meteorismo. 

Se, dopo aver assunto latte o prodotti derivati, assistiamo ad uno o più di questi sintomi è consigliabile effettuare dei test per l'intolleranza al lattosio: le analisi del sangue, delle feci (per i bambini) o il breath test (il test del respiro). 

Attualmente non esistono trattamenti finalizzati ad aumentare la produzione di lattasi ma si possono evitare i sintomi seguendo alcune regole. L'alimentazione gioca un ruolo fondamentale:il primo consiglio è, ovviamente, quello di ridurre l'assunzione di latte e latticini; secondo un recente studio per la sicurezza alimentare, la maggior parte dei soggetti intolleranti è in grado di sopportare senza sintomi 12 grammi di lattosio, se somministrato in più riprese. 

Si può ridurre quantità di lattosio assunto senza rinunciarvi, poiché la lattasi è un enzima che si "abitua", per cui piccole quantità sono in grado di produrre un aumento della capacità digestiva. È importante imparare a leggere con attenzione le etichette degli alimenti alla ricerca di latte e lattosio, ma anche di siero di latte, ricotta e derivati del latte.  La maggior parte delle persone che soffrono di intolleranza al lattosio possono comunque assumere alcuni prodotti lattiero-caseari. Molti, ad esempio, tollerano senza sintomi i prodotti a basso contenuto di grassi del latte, come il latte scremato. 

Ridurre drasticamente il lattosio dalla dieta porta ad un peggioramento nell'assorbimento del calcio ed una cattiva mineralizzazione ossea; se si riduce il consumo di prodotti lattiero-caseari si può comunque assumere la corretta quantità di calcio aumentando il consumo di broccoli, pesce, sostituti del latte come il latte di riso o di soia, arance, legumi, noci, rabarbaro e spinaci. 

Il lattosio è anche utilizzato in più del 20% dei farmaci che richiedono ricetta medica e circa il 6 per cento dei farmaci da banco, anche molti tipi pillole anticoncezionali contengono lattosio.