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Come far passare il bruciore di stomaco in gravidanza?
Pubblicato il: 12 ottobre

Come far passare il bruciore di stomaco in gravidanza?

Il bruciore di stomaco in gravidanza è tra i disturbi più segnalati dalle future mamme, e conoscerne l'origine aiuta a gestirlo senza inutili preoccupazioni.

È doveroso sottolineare subito un aspetto di tale condizione: non si tratta di un segnale di malfunzionamento, ma la conseguenza di trasformazioni fisiologiche precise che coinvolgono ormoni e spazio addominale. Le linee guida sulla gravidanza elaborate dall'Istituto Superiore di Sanità inseriscono proprio la pirosi gastrica tra i disturbi frequenti e generalmente gestibili della gestazione.

Perché lo stomaco brucia in gravidanza

Il progesterone, l'ormone che sostiene la gravidanza fin dalle prime settimane, rilassa la muscolatura liscia, compreso lo sfintere esofageo inferiore, ovvero la valvola che normalmente impedisce al contenuto gastrico di risalire nell'esofago. Quando questo muscolo si allenta, gli acidi digestivi trovano più facilmente la strada verso l'alto, ragion per cui è spesso fisiologico accusare bruciore di stomaco in gravidanza nel primo trimestre. Con il progredire delle settimane, l'utero che aumenta di volume comprime lo stomaco e modifica la pressione addominale, aggiungendo una componente meccanica a quella ormonale.

Accusare nausea e bruciore di stomaco in gravidanza è molto comune perché l'impennata di progesterone parte fin dall'inizio della gestazione e, in questa fase, tendono a sovrapporsi pur restando fenomeni distinti:

  • la nausea è un malessere gastrico che compare spesso al mattino e migliora con il passare dei mesi;
  • il bruciore, invece, è una sensazione di calore localizzata tra petto e gola, legata alla risalita di acidi, che peggiora tipicamente dopo i pasti.

Gastrite acuta e cronica: una condizione diversa dal reflusso gravidico

Capita di confondere il fastidio legato alla gravidanza con una gastrite, ma si tratta di quadri differenti.

La gastrite acuta e cronica indica un'infiammazione della mucosa gastrica, causata spesso da farmaci antinfiammatori, alcol, stress fisico o dall'infezione da Helicobacter pylori nelle forme croniche, e si presenta con dolore epigastrico, gonfiore addominale e talvolta nausea persistente.

Il bruciore gravidico, invece, nasce invece prevalentemente da un meccanismo valvolare, non da un processo infiammatorio della parete gastrica. Se il dolore diventa intenso, si accompagna a risvegli notturni o non risponde più alle abitudini abituali, è opportuno parlarne con il medico per escludere altre cause.

Cosa mangiare per tenere sotto controllo acidità e bruciore

Le abitudini a tavola incidono molto sulla frequenza degli episodi.

È utile sapere cosa mangiare, privilegiando pasti piccoli e frequenti, così da evitare sia lo stomaco vuoto che i pasti troppo abbondanti, entrambi fattori che favoriscono la risalita acida. Cibi fritti, salse elaborate, agrumi, cioccolato, spezie forti e bevande gassate o con caffeina andrebbero limitati perché irritano la mucosa o rilassano ulteriormente la valvola esofagea. Meglio orientarsi su verdure cotte, cereali, patate e proteine magre, oltre che:

  • mangiare lentamente e masticare bene, restando seduta con il busto eretto;
  • evitare di sdraiarsi nella o due ore successive al pasto;
  • tenere leggermente sollevata la parte superiore del corpo durante il riposo notturno;
  • indossare abiti comodi in vita per ridurre la pressione sull'addome e, di conseguenza, il rischio di reflusso.

Rimedi contro il bruciore di stomaco

Quando le sole modifiche alimentari non bastano, esistono rimedi contro il bruciore di stomaco pensati per un sollievo mirato, da valutare comunque con il farmacista o il ginecologo prima dell'uso in gravidanza:

  • gli alginati, a contatto con l'acido gastrico, formano un gel che galleggia sul contenuto dello stomaco creando una barriera meccanica contro la risalita;
  • i carbonati associati (bicarbonato di sodio, carbonato di calcio) neutralizzano invece l'acidità già presente.

Per l'uso occasionale questi prodotti sono generalmente considerati compatibili con la gravidanza se clinicamente necessari, ma la presenza di calcio carbonato richiede di limitare il più possibile la durata del trattamento e, se dopo circa una settimana il fastidio non migliora, va sempre contattato il medico.

Quando è il caso di parlarne con il medico

Il bruciore occasionale è quasi sempre gestibile con le accortezze quotidiane e con un rimedio da banco scelto insieme al farmacista.

Diverso è il discorso se compaiono difficoltà a deglutire, dolore toracico, vomito con sangue, calo di peso non intenzionale, tosse persistente o alterazione della voce: sono segnali che meritano una valutazione medica per escludere complicazioni come l'esofagite o altre cause non legate alla semplice fisiologia della gravidanza. Anche un bruciore che non risponde più alle misure abituali va sempre segnalato al ginecologo.

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Se vuoi saperne di più sul bruciore di stomaco in gravidanza, contattaci: i nostri esperti saranno felici di rispondere alle tue domande.

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