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Come si manifesta la sindrome metabolica?
Pubblicato il: 21 gennaio

Come si manifesta la sindrome metabolica?

La sindrome metabolica rappresenta un insieme di fattori di rischio cardiovascolare che, quando presenti contemporaneamente, aumentano significativamente la probabilità di andare incontro a infarto, ictus e ad alcune patologie croniche. Non è raro che questa condizione rappresenti anche un fattore di predisposizione per alcune forme di tumore.

La definizione di sindrome metabolica indica una condizione complessa in cui alterazioni metaboliche, pressione alta, anomalie lipidiche e accumulo di grasso viscerale concorrono a compromettere la salute dell’individuo.

Quali sono i sintomi della sindrome metabolica?

La sindrome metabolica è caratterizzata spesso da un decorso silente, con sintomi iniziali poco evidenti o assenti, anche se esistono alcuni campanelli d’allarme che possono indicare l’insorgenza della condizione.

Tra questi vi sono l’aumento dell’indice di massa corporea (BMI), la circonferenza addominale superiore a specifici valori di riferimento (102 cm negli uomini e 88 cm nelle donne) e l’accumulo di grasso viscerale. Altri sintomi della sindrome metabolica indiretti includono ipertensione, iperglicemia, trigliceridi elevati e colesterolo HDL basso.

Sebbene la sindrome metabolica non provochi sintomi specifici immediatamente percepibili, è fondamentale riconoscere questi indicatori precoci, in quanto la mancata attenzione può favorire lo sviluppo di complicanze cardiovascolari, metaboliche e, come anticipato, persino oncologiche.

L’insulino-resistenza, condizione in cui le cellule muscolari e adipose rispondono meno efficacemente all’insulina, rappresenta un altro segnale chiave, poiché determina iperglicemia e genera un circolo vizioso che peggiora la situazione metabolica.

La diagnosi si basa generalmente sulla presenza di almeno tre dei criteri clinici stabiliti dal National Cholesterol Education Program (NCEP), comprendenti circonferenza vita, glicemia, pressione arteriosa, trigliceridi e colesterolo HDL.

Cause della sindrome metabolica

Le cause della sindrome metabolica sono multifattoriali e combinano fattori genetici, ambientali e comportamentali. Tra i principali elementi predisponenti si annoverano:

  • Grasso corporeo eccessivo, in particolare accumulo addominale (grasso viscerale), che favorisce l’infiammazione e la resistenza insulinica.
  • Alterazioni lipidiche, con trigliceridi elevati e colesterolo HDL basso.
  • Ipertensione, che aumenta il carico cardiovascolare.
  • Insulino-resistenza, spesso correlata a iperglicemia.
  • Iperuricemia, ovvero alti livelli di acido urico nel sangue.
  • Predisposizione genetica, soprattutto in famiglie con storia di diabete o patologie cardiovascolari.

La combinazione di questi fattori, insieme a uno stile di vita sedentario e a un’alimentazione squilibrata, incrementa significativamente il rischio di sviluppare la sindrome metabolica.

In questo contesto, è importante conoscere la differenza tra sovrappeso e obesità: mentre il sovrappeso indica un eccesso di peso corporeo rispetto alla propria statura, l’obesità è caratterizzata da un accumulo di grasso corporeo più marcato, spesso associato a disfunzioni metaboliche.

Alcuni comportamenti alimentari sono particolarmente deleteri in caso di insulino-resistenza, essendo una delle cause principali. Per questo, è bene sapere cosa non mangiare se si ha l’insulino-resistenza: zuccheri semplici, carboidrati raffinati, bevande zuccherate, grassi saturi e alimenti ad alto contenuto calorico. L’eliminazione o riduzione di questi alimenti è fondamentale per prevenire l’aggravamento della condizione.

Come si cura la sindrome metabolica

La gestione della sindrome metabolica si basa su un approccio multifattoriale che combina modifiche dello stile di vita e, se indicato dal medico, terapia farmacologica.

Modifiche dello stile di vita

Il controllo del peso corporeo rappresenta la strategia principale: l’adozione di una dieta equilibrata e ipocalorica, ricca di frutta, verdura, cereali integrali, proteine magre e povera di grassi saturi e zuccheri aggiunti, permette di ridurre il rischio metabolico.

L’attività fisica regolare, almeno 30 minuti al giorno, migliora la sensibilità insulinica, riduce la pressione arteriosa, aumenta in percentuale il colesterolo “buono” HDL e facilita la riduzione dei trigliceridi.

Oltre a dieta ed esercizio fisico, altri comportamenti salutari includono il controllo dello stress, la limitazione del consumo di alcol e l’astensione dal fumo.

Terapia farmacologica

Quando i cambiamenti dello stile di vita non sono sufficienti, il medico può prescrivere farmaci specifici per trattare le singole componenti della sindrome metabolica: antipertensivi per la pressione arteriosa, ipoglicemizzanti per la glicemia e farmaci ipolipemizzanti per correggere i valori lipidici.

In aggiunta, alcuni integratori possono supportare il metabolismo e la gestione dei fattori di rischio. Ricordiamo che questi prodotti non sostituiscono la terapia medica ma rappresentano un complemento utile al percorso di prevenzione e controllo della sindrome metabolica.

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