Come curare il mal di gola in gravidanza
La gola che brucia o pizzica è uno dei disturbi più comuni durante la dolce attesa, complice anche la maggiore sensibilità delle mucose respiratorie. Il mal di gola in gravidanza richiede però un'attenzione in più, perché molti farmaci da banco e rimedi naturali di uso comune non sono indicati in questo periodo.
Perché la gola si infiamma più facilmente in gravidanza
Durante la gestazione il corpo attraversa cambiamenti che rendono le vie respiratorie più reattive agli stimoli esterni. Alcuni fattori che favoriscono l'irritazione della gola sono:
- le variazioni ormonali, che aumentano l'afflusso di sangue alle mucose nasali e faringee;
- la congestione nasale più frequente, che porta a respirare con la bocca e secca le mucose della gola;
- una risposta immunitaria modificata, che può rendere l'organismo più esposto alle infezioni virali tipiche del raffreddore.
Secondo l'opuscolo Guida al corretto uso dei farmaci in gravidanza pubblicato dall’AIFA (Agenzia Italiana del Farmaco), il raffreddore è una delle infezioni più comuni in gravidanza e generalmente si risolve da solo, senza bisogno di farmaci specifici.
Paracetamolo sì, FANS da evitare: cosa indica la guida AIFA
Quando il dolore è fastidioso, la stessa guida AIFA individua il paracetamolo come prima opzione da valutare con il medico in caso di necessità. Lo stesso documento segnala invece alcune sostanze da gestire con cautela:
- l'acido acetilsalicilico e l'ibuprofene, da evitare in particolare nel terzo trimestre per i possibili effetti sulla circolazione fetale;
- l'associazione del paracetamolo con pseudoefedrina o altri antinfiammatori non steroidei, da evitare;
- i decongestionanti nasali e orali, il cui uso ripetuto e ad alte dosi è sconsigliato perché può interferire con la circolazione utero-placentare.
Ogni scelta farmacologica, anche da banco, andrebbe quindi discussa con il medico o il farmacista prima dell'assunzione.
Gargarismi, tisane e rimedi lenitivi per uso locale
Accanto ai farmaci, alcuni rimedi casalinghi possono dare sollievo senza comportare gli stessi rischi. Tra i più indicati:
- i gargarismi con soluzione salina tiepida, utili per lenire l'irritazione;
- le tisane calde con miele e limone, da moderare per il contenuto di zuccheri del miele;
- l'uso di un umidificatore in ambienti molto secchi o riscaldati.
Per spunti pratici su come far passare il mal di gola in poche ore, è utile adattare le indicazioni generali al periodo di gravidanza, confrontandosi comunque con il farmacista prima di provare un nuovo rimedio.
Placche in gola e mal di gola persistente: quando può servire l'antibiotico
Non tutti i mal di gola sono uguali. La presenza di placche bianche o giallastre sulle tonsille può segnalare un'infezione batterica, come la faringite streptococcica (un'infiammazione della gola causata da streptococco, distinta dalle forme virali più comuni), che necessita di una valutazione medica. In questi casi, l'antibiotico va assunto solo su indicazione del medico, dopo una diagnosi di infezione batterica confermata.
Normalmente, questo tipo di disturbo dura pochi giorni, ma in caso di mal di gola persistente, è bene contattare il medico per capire se è opportuno un controllo più approfondito.
Integratori e fitoterapici in gravidanza: perché è meglio chiedere prima
Molti prodotti naturali vengono proposti per il mal di gola, ma non tutti hanno dati di sicurezza sufficienti per essere assunti in gravidanza.
Le monografie dell'EMA (Agenzia Europea dei Medicinali) sull'echinacea indicano di evitarne l'uso orale in gravidanza e allattamento per mancanza di dati adeguati, limitando l'impiego a usi topici su zone diverse dal seno.
Per la propoli, invece, non esistono studi che ne confermino né l'assenza di rischi né la pericolosità in gravidanza: la prudenza suggerisce di preferire, se indicate dal medico, formulazioni senza alcol e di evitare l'uso senza un parere professionale.
In generale, conviene rivolgersi al medico se il mal di gola si accompagna a febbre alta, difficoltà a deglutire o respirare, oppure se persiste per più giorni senza alcun miglioramento nonostante i rimedi lenitivi.
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