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Intolleranza al lattosio trascurata: ecco le conseguenze
Pubblicato il: 12 luglio

Intolleranza al lattosio trascurata: ecco le conseguenze

L’intolleranza al lattosio è spesso dovuta a un deficit nel corpo umano della lattasi, ossia di un gruppo di enzimi che si occupano della digestione del latte: la loro azione è volta a scindere il lattosio nei due zuccheri che lo compongono, ovvero il galattosio e il glucosio, rendendo l’alimento digeribile.

Quali sono i sintomi dell’intolleranza al lattosio?

I sintomi dell'intolleranza al lattosio si palesano solitamente da mezzora a due ore dopo la sua assunzione: quello principale è il gonfiore addominale, accompagnato da crampi, flatulenza, diarrea, nausea e vomito.

È possibile che, in caso di cattiva digestione del lattosio, si palesino anche sintomi sulla pelle, come eritemi e pelle atopica, e sintomi neurologici, dato che le tossine prodotte dalla fermentazione del lattosio non digrerito, vengono assorbite dall’intestino, possono entrare nella circolazione sanguigna e raggiungere muscoli e tessuti nervosi.

La gravità e l’intensità dei sintomi dipende dalla quantità di lattosio ingerito e, in realtà, la maggior parte delle persone afflitte da intolleranza, riescono a tollerare un certo livello di lattosio senza particolari effetti negativi.

Cosa succede se si trascura l’intolleranza al lattosio?

Tra le conseguenze dell'intolleranza al lattosio, specialmente se quest’ultima viene trascurata, si trova l’instaurarsi di una importante disbiosi intestinale che espone l’individuo a un superiore rischio di infezioni, quali candida e cistite.

In più, l’infiammazione che consegue all’intolleranza al lattosio può alterare anche la funzione barriera dell’intestino e portare le tossine in circolo a esacerbare i disturbi a livello sistemico e nervosi di cui abbiamo accennato in precedenza e causare:

Come diagnosticare l’intolleranza al lattosio?

Per diagnosticare l’intolleranza al lattosio potrebbe bastare anche interromperne l’assunzione e verificare l’eventuale scomparsa dei sintomi, oppure eseguire un semplice test per l'intolleranza al lattosio, attraverso il quale si valuta la concentrazione di idrogeno nell'aria espirata dopo un’assunzione di lattosio.

Si chiama breath test e, dato che la fermentazione del lattosio non digerito produce idrogeno che viene eliminato con la respirazione, in caso di intolleranza si palesa un picco di concentrazione di idrogeno nell'aria espirata.

Cosa fare contro l’intolleranza al lattosio?

In caso di intolleranza al lattosio, il primo step è quello di ridurre l’assunzione di alimenti che contengono lattosio oppure, nei casi in cui l’ingestione del principio provoca forti sintomi, seguire una dieta senza lattosio.

In diverdsi casi, se seguiti da un nutrizionista, è possibile anche riacquisire la capacità di digerire il principio, ricominciando ad assumerne piccole dosi e aumentandone progressivamente la quantità in modo da stimolare la produzione di lattasi.

Per consentire l’assunzione di latte anche a chi soffre di intolleranze nei suoi confronti, è possibile anche condurre una vera e proria dieta per l’intolleranza al lattosio, nella quale possono rientrare latti delattosati in cui il lattosio si trova in buona parte già scisso in glucosio e galattosio, oppure i latti vegetali come il latte di soia, il latte di riso e il latte d'avena.

Lo yogurt e il kefir, grazie alla fermentazione del lattosio messa in atto dai fermenti che contengono, sono ben tollerati, al pari dei formaggi molto stagionati come il grana e il parmigiano di molti mesi.

Chi soffre di intolleranze al lattosio, può beneficiare dell’assunzione di probiotici ma soprattutto di integratori per l'intolleranza al lattosio, come i prodotti della linea Zymerex.

Zymerex Linea Intolleranze

Questa linea di prodotti è super efficace per favorire la digestione di chi è intollerante al lattosio, grazie a una esclusiva miscela enzimatica che supporta i processi digestivi combattendo anche il gonfiore addominale.

I due prodotti di questa linea sono efficaci per migliorare la funzione digestiva di chi ha un'alimentazione squilibrata povera di frutta e verdure crude che apportano enzimi digestivi, grazie ai suoi enzimi vegetali, lattasi, ananas e papaya.

Ananas e papaya alleggeriscono il carico dell'apparato digerente mentre la miscela enzimatica vegetale e un alto dosaggio di lattasi, aiutano a digerire anche il lattosio nei soggetti che lo mal digeriscono.

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